Harry Potter and the Deathly Hallows.
L’avventura è finita. La mia pazienza pure. Ed è solo per questo, credo, che non sto realizzando appieno quel senso di vuoto che avrebbe dovuto accompagnare la lettura delle ultime pagine di questo libro… Ok, un po’ di quella sensazione la sento, eccome, ma i commenti fremono.
Un ringraziamento speciale alla mia tessora
ari_on_the_road, che ha raccolto nel suo post ogni mio singolo pensiero, con una precisione spaventosa. Per esprimere la mia opinione mi basterebbe praticamente fare un’enorme citazione in blocco, ma ho deciso di propinarvi ugualmente questo polpettone. (Siete tanto tanto contenti, vero?)
Ovviamente SPOILER
Allora, mettiamoci comodi.
All was well, dice lei. Eh, Signora Rowling, mica tanto.
Dopo la fine del sesto libro mi ero ritrovata spesso a chiedermi come avrebbe potuto seguire così tanti personaggi. Ora che il tempo dei giochi era finito, ora che non erano più riuniti sotto la grande ala protettrice di Hogwarts. Con la guerra, la guerra vera, alle porte, le strade si erano separate, e non era cosa da poco doverle tracciare tutte per poi ricongiungerle verso un degno finale. Tirare le somme, in poche parole. Ripeto, mi chiedevo come avrebbe potuto seguire così tanti personaggi.
La risposta era facile… non li ha seguiti affatto. Li ha tenuti lì, come arnesi impolverati da tirar fuori dal cassetto per piccole e fugaci operazioni, per poi rischiaffarceli dentro senza tante cerimonie, come brusio di sottofondo, come quinte ingiallite dietro gli splendenti e onnipresenti tre personaggi principali. Ad eccezione di Silente, agli altri personaggi vengono generosamente concesse poche righe o, se sono fortunati, poche pagine; entrano ed escono dalla luce abbagliante dei riflettori insistentemente inchiodati sul trio delle meraviglie, anche quando questo non ha molto da offrire.
Mi dispiace essere così cinica, ma davvero mi aspettavo tanto da questo ultimo capitolo. Tantissimo. E se mi incattivisco fino a questo punto è proprio perché non riesco a capire come si possa aver creato un universo così vasto, con così tante sfumature, e decidere volutamente di fermarsi in superficie.
L’aspetto faticoso di questi libri (oltre alla sfacchinata della povera bile, costretta a salire, e saliiire), è che alla fine ti rendi conto che metà della storia è opera tua. Che poi è anche l’aspetto più affascinante. Mi spiego: proprio perché la cara JK dimostra spesso di avere la tendenza a sorvolare e a passare oltre, chi legge e vuole disperatamente sapere qualcosa di più finisce inevitabilmente per immaginarselo per conto proprio. O almeno così funziona la mia mente malata. Arrivata all’ultimo capitolo avevo già fatto partire nella mia testa una quindicina di film paralleli, che ovviamente mi guardo bene dal raccontare qui, altrimenti non finiamo più. So che è una cosa stupida e un meccanismo comune a un’infinità di libri, però trovo che questi in particolare siano una palestra obbligata per la fantasia e almeno da questo punto di vista non mi dispiace per niente.
Il primo capitolo, che ve lo dico a fare, l’ho adorato. E mi sembrava strano poter godere della presenza dei Malfoy così, da subito, avevo sentito puzza di fregatura e infatti…
Per il resto, fino alla metà e anche qualche capitolo in più, è
Qualcosina da commentare, però, si trova comunque.
Prima di tutto: i Dursley. Questa sì che è stata una sorpresa. Di primo acchito non posso nascondere di aver trovato tutta la scena piuttosto tenera, sono debole di fronte a queste mezze riconciliazioni poco esplicite, non ci posso fare niente. Chissà cosa c’era, dopotutto, in quello sguardo di Petunia. Parole per Lily, parole per Harry, parole per sé e per gli errori commessi… Avrei sempre voluto dare uno sguardo oltre la facciata di zia bisbetica e arcigna, e sono contenta che in qualche modo abbia avuto una parte nel ricordo di Severus. Alla luce del trattamento riservato ad un’ALTRA famiglia, però, questa nuova versione dei Dursley mi sa di vigliaccata bella e buona, perché a parità di situazioni (che non esiste, c’è un abisso tra i due casi e mi vergogno solo ad accostarli ma mi attengo al clichè di “individui meschini, infidi e ottusi che fanno di tutto per maltrattare e ostacolare Harry”) farne uscire di scena una con rinnovata dignità e con il pathos dell’addio di parole non dette e l’altra con l’indifferenza glaciale di un nobody was paying them any attention è cattiveria premeditata. OH. Ma su questo tornerò più avanti.
Poi: il regalo di Ginny, parliamone. Qualcuno aveva dubbi? Tutto quel balletto di “eh, non sapevo cosa regalarti”, come se fosse davvero stata indecisa… Quando poi gli ha detto che voleva che avesse something to remeber me by era chiaro, del resto come ci si potrebbe ricordare di lei se non attraverso il suo ruolo principale, il suo tratto distintivo? (Un po’ come quando Remus dice a Harry che praticamente l’Expelliarmus sta diventando la sua signature move, che non è esattamente un complimento… hihi)
Mi è piaciuta tantissimo la storia di Kreacher. Di nuovo, una dimostrazione di come gli eventi possano assumere significati diversi se osservati da diversi punti di vista, e di come buoni e cattivi non siano mai due schieramenti netti e ben definiti, con individui integralmente tali in un modo o nell’altro. Restando in tema di elfi domestici, mi è dispiaciuto per la morte di Dobby, anche se non mi sono strappata i capelli dalla disperazione, ecco. Non so perché ma avevo la sensazione che sarebbe stato uno dei potenziali malcapitati a finire nella lista vittime, mentre ho sofferto proprio tanto per Edvige ;_;
Altra grande, e inaspettata, dose di cordoglio per Moody, nonostante non fossi particolarmente affezionata al personaggio. Uomo tutto d’un pezzo e guerriero valoroso, tanto di cappello. E prima che questo dubbio mi logori del tutto, illuminatemi: ma Harry non avrebbe potuto usare l’occhio in qualche modo? Voglio dire,
Su Remus e Tonks non so veramente cosa dire. Sinceramente ho trovato Remus un po’ strano fin dall’inizio, quasi mi aspettavo che all’improvviso saltasse fuori che non fosse davvero lui, che avesse tramato nell’ombra, che fosse sotto Imperius o qualcosa del genere. Ma forse è solo
Morte discutibilissima, seppur per altri motivi, anche quella di Severus. Lo sapevo, lo sapevamo tutti che non avrebbe avuto fine felice. Ma non… così. Torniamo al punto di partenza: perché prendere (ma più che altro perdere) tempo con centinaia e centinaia di pagine di nascondino e fughe rocambolesche a lungo andare ripetitive, per poi ritrovarsi con l’acqua alla gola e dover sbrigare alla bell’e meglio la morte di uno dei personaggi più importanti dopo avergli fatto balbettare sì e no un paio di frasi? Severus non ha detto né fatto molto altro, per l’intera durata della vicenda. L’unica azione degna di nota, in un capitolo che inspiegabilmente ne cita il nome nel titolo, è, Dio mio, scappare saltando da una finestra (in modo molto figo, ok, ma la sostanza è quella). Già che c’era poteva pure descriverci la sua impronta ritagliata nel vetro, neanche fosse stato un cartone animato. Fortunatamente
Sarò scema io, ma ero devastata. E anche molto stupita. Questa donna non riesce a definire seriamente dei rapporti umani in sette libri e poi con un solo capitolo di ricordi "a tozzi e bocconi" mi ricostruisce alla perfezione il disegno di una relazione mai sbocciata e di un fardello di sofferenza e di silenzi trascinato per anni in nome del fantasma dietro un paio di occhi verdi.
‘After all this time?’
‘Always’
E non aggiungo altro ;_;
L’accanimento della Signora Autrice sui Gemelli è un’altra cosa che non mi spiego. George perde un orecchio perché la mutilazione ha sempre il suo fascino e a qualcuno doveva pur toccare (quanto sono fuori per aver pensato a Xander e al suo occhio?), ma non sia mai che un personaggio così brillante possa conservare intatto il suo smalto al di là del tragico incidente, uccidiamogli il fratello gemello! Perchè non basta aver spezzato uno dei legami più forti e viscerali al mondo, non basta l’idea che il povero George probabilmente non riuscirà più a guardarsi in uno specchio per tutta la vita, no, Fred è dovuto morire ridendo a una battuta del fratello con cui pensava di aver perso per sempre ogni contatto, a cui non rivolgeva la parola da più di un anno e che solo da poche ore era finalmente ritornato sui suoi passi, scegliendo di rivedere le proprie posizioni e ricongiungersi alla sua famiglia. Questo, signori, è sadismo.
Ahah, e adesso arriviamo al punto principale. Ebbene sì, i Malfoy.
Insisto nel sostenere che la loro completa inutilità, che questo libro fa di tutto per mettere in evidenza, sia tutt’altro che venuta da sé lungo il corso degli eventi, anzi, sia stata calcolata e stabilita a tavolino in base alla reazione del pubblico ed è qualcosa a cui secondo me uno scrittore non dovrebbe cedere mai. Questo discorso vale senza dubbio per Draco, e se mi concentro su di lui è perché la sua sorte mi sta particolarmente a cuore, è grazie a lui se mi sono incuriosita e avvicinata a questa saga che per anni avevo deliberatamente scansato, mi ci ha trascinata, quasi contro la mia volontà, e anche solo per questo lo vedrò sempre un gradino più in alto degli altri. Con me, JK, hai perso in partenza. Non sono in grado di delineare chiaramente quale sarebbe dovuta essere la figura di Draco nel progetto di partenza, ma sta di fatto che a un certo punto i piani della Rowling hanno preso una piega inaspettata: quello che per lei non era forse molto di più di un altro antagonista come tanti si stava pian piano conquistando una fetta di pubblico. Sacrilegio! In preda al panico e all’indignazione,
Continuo a sguazzare nel mio essere di parte e dico anche che Lucius e Narcissa alla fine erano bellissimi: da impeccabili statue di cera, sempre così algidi, misurati e insensibili, li abbiamo visti sfatti, esausti e consumati, buttati in un angolo a chiedere del figlio con un filo di voce, come un mantra, una preghiera. Bellissimi davvero.
Sorvolo sui vari scambi di bacchette come figurine, su quel medaglione che grazie al cielo veniva portato a turno perché si cominciava a sentire l’eco di un’altra storia e anche su Silente filosofo che cita Platone (perhaps those who are best suited to power are those who have never sought it), ma non posso certo sorvolare su Bellatrix! Povera! Passi essere ammazzata, passi che sia stata la signora Weasley a farlo… ma sentirsi dare della BITCH davanti a Ginny no! Oltre al danno la beffa!
In conclusione, critiche a parte, di momenti-lacrimuccia ne ho avuti anch’io, il ricordo di Severus in primis come ho già detto, il capitolo
Ok, chi è arrivato fin quaggiù avrà la mia eterna stima e ammirazione, io mi sarei annoiata già dopo le prime venti righe ^^’ Sento di aver dimenticato qualche fantastiliardo di cose e mi conviene sbrigarmi a postare prima che mi vengano in mente sul serio. Chiudo con una meravigliosa citazione:
Malfoy was screaming and holding Harry so tightly it hurt.
EH BEH!! ;P
